Posted by vitofoschi on Aprile 28th, 2009 -

Nella figura della sirena si vanno a sommare miti di diversa origine. La prima immagine che viene in mente è quella di splendide donne-pesce nude che attirano con un canto seducente: insomma un personaggio a forte carica erotica. Se però andiamo ad esaminare il mito più antico della sirena che risale al mondo greco troviamo un personaggio totalmente diverso. Uno dei primi racconti a parlare di sirene è l’Odissea di Omero, che tra l’altro è un’opera molto antica in quanto trascrizione in epoca storica di racconti tramandati oralmente. Nell’Odissea si possono intravedere tracce di un mondo più antico quando ancora era viva una società di tipo matriarcale.

Nel racconto omerico le sirene non sono descritte nelle loro fattezze, che per assurdo potrebbero degli esseri mostruosi e ciò porta ad ipotizzare che la loro immagine era patrimonio comune di chi ascoltava i racconti e poi di chi leggeva l’Odissea.

Caratteristica delle sirene di Ulisse è il canto suadente e il loro richiamo non ha nulla di sessuale, ma è basato sulla promessa di rilevare la conoscenza. E si capisce il fascino esercitato sul curioso Ulisse, che pur di ascoltare il canto delle sirene si fa legare strettamente.

Le più antiche rappresentazioni di sirene le ritroviamo sui vasi greci e sono rappresentate come uccelli con il volto di donna un po’ come le arpie. Dopotutto se la caratteristica delle sirene è il canto è naturale aspettarsi una creatura cha abbia caratteristiche d’uccello. A parte questa nota naturalistica non si può non fare riferimento alla lingua degli uccelli, ovvero alla lingua divina. Il canto delle sirene promette conoscenza e la conoscenza per eccellenza è la conoscenza divina. Gli uccelli partecipano della sfera celeste e per questo simbolicamente vengono considerati come parlante una lingua divina. Non a caso San Francesco parlava con gli uccelli.

Le sirene assumono la forma di donne pesce più tardi stabilizzando la loro immagine nell’alto medioevo come testimoniano i mosaici di Otranto e di Ravenna dell’XI secolo. Il mito delle donne pesce è probabilmente originato dalle tradizioni delle popolazioni barbariche che invasero l’impero romano. A tali tradizioni si fusero miti greco-romano quali i tritoni e in più in epoca cristiana anche il concetto di lussuria e il richiamo delle sirene da invito alla conoscenza diventa un più prosaico invito sessuale.

di Vito Foschi - Il Sito del Mistero -http://www.dada.it/freeweb/ilsitodelmistero/

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Posted by Lorenzo Lucchetti on Marzo 20th, 2009 -

del 18.03.2009

di Lorenzo Lucchetti

Ferruccio Battenti è un artista straordinario. Si tratta di quelle particolari coincidenze della vita per cui a me, appassionato d’arte e pittore della domenica, è entrata un’emanazione dell’arte, nell’anima della mia casa. Mi inchino a ciò che non conosco: 60 anni di pratica assidua, rabbiosa e soave, convinta e pura, tesa al raggiungimento della bellezza assoluta. È un ennesimo onore di questo sito ospitare questo straordinario falco senza artigli dell’arte pura, MAI e dico MAI entrato nel campo delle sale di rappresentanza né delle esibizioni, per scelta magistrale, per lasciare ancora più pura la ricerca dell’assoluto. Non si hanno parole nel vederli, capolavori sparsi come pellicce nuove e mai usate. Battenti è uno sperimentatore meccanico, una specie di scienziato alla Edison, vive in un altro luogo, un altro spazio, a me ha concesso di far vedere le sue opere perché l’ha voluto il Dio meccanico che ci ripaga e ci premia. Per questo ho lasciato a lui il compito di scrivere liberamente di se stesso. Le sue parole hanno il sapore del genio assoluto, vi consiglio semplicemente di assaporarle, senza giudicare, per ascoltare il vento sulle vette, che soffia dietro la bocca che parla.

di BATTENTI FERRUCCIO 16/03/2009 
Battenti Ferruccio vive e lavora in provincia di Ancona.
Io sono Battenti Ferruccio e sono stato un operaio generico e lo sono presentemente. La mia storia nell’arte incomincia molto presto, attraverso vedute intellettuali, verso il 1950.
Allora dovevo lavorare in campagna come contadino, finito il lavoro giornaliero pesantissimo, l’intelletto veniva annebbiato dalla grande stanchezza. Ma un giorno questi lavori dei miei princìpi nell’arte, vennero notati da un certo Mancini, professore di disegno, che dopo qualche lezione mi consigliò di contattare certi professori suoi colleghi molto in gamba, erano 3, che avevano iniziato un laboratorio di ceramica. Questi erano dei sapienti: il professor Archetti, Leda Amici, e Bizzarri.
In un primo tempo riuscivo a capire poco quelle loro nozioni, poi lavorandoci assieme intuii perfettamente i loro fondamenti dell’arte, tanto nel plasmare la creta quanto nell’uso del colore. Loro erano insegnanti ed io rimanevo solo nelle loro ore di lezione.
Così dai loro insegnamenti diventai un ceramista. Poi chiusero il laboratorio, ed io nei due anni a venire frequentai i corsi d’addestramento professionale per tornitore meccanico, entrai in officina prendendo altre due qualifiche, però avanti a me vedevo sempre la luce dell’arte, e infatti non smisi mai di fare ceramica e pittura.
Oggi come oggi conto di avere oltre 200 opere realizzate, e questi lavori fanno così parte della mia vita, che a stento riesco a staccarmene.
Per me il colore è tutto, nella mia memoria si è annidata la conoscenza della bellezza dei colori e, cosa importantissima, la combinazione tra colori diversi senza che l’uno si scontri con l’altro. In quanto al disegno delle mie composizioni, posso dire che non sono facili da eseguire, poiché non contengono similitudini con alcun soggetto reale, questo rende tali composizioni quasi misteriose

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Posted by Lorenzo Lucchetti on Marzo 20th, 2009 -

A mio avviso la lotta per i diritti omosessuali è solo un “pretesto”

Un pretesto per dire alla Chiesa Cattolica Romana di farla finita con quest’assurda distinzione tra ciò che è giusto è ciò che è sbagliato. Gesù declassò tutte le leggi limitative e discriminanti dei giudei, tra l’altro il loro era uno stato-chiesa, sostituendole con l’unica legge “amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati”. Io mi chiedo: quando i cristiani hanno declassato la parola di Cristo per tornare ad essere farisei! La lotta per i diritti omosessuali è un pretesto per dire alle tranquille famigliole italiane che si dicono progressiste, ma non vogliono che i figli abbiano amici gay per paura delle malelingue, che il coraggio, il desiderio, la volontà e la determinazione ad essere liberi, sono molto più importanti delle loro chiacchiere e delle loro convinzioni.

infine è un pretesto per dire a Dio: Dio grazie, sì ti ringrazio, perché hai creato uccellini grandi come moscerini e alberi alti centinaia di metri, grazie perché hai creato i delfini e le rane e i girini e i bambini, e sì Signore, grazie per l’amore e per l’anima e per tutti i nostri piccoli figlioletti con gli occhi azzurri e con gli occhi scuri, la pelle chiara e la pelle mera, quelli nati eterosessuali e quelli nati omosessuali. Lorenzo Lucchetti, 01/03/2009

dal sito: www.lavalledelvento.net

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